Nel 1981, il Centro Missionario Diocesano e Nigrizia, il mensile edito dai Missionari Comboniani, diedero vita ad una rassegna cinematografica. Questo per cercare di presentare al mondo l’eccellenza della creatività della gente africana, per dare una visione più realistica, scevra dai soliti stereotipi, di un continente in via di sviluppo e in piena espansione.
Anno dopo anno la manifestazione è cresciuta, acquisendo un respiro sempre più ampio e stipulando collaborazioni nazionali (Milano, Padova e Bari) e internazionali (Burkina Faso e Zanzibar) con comitati che organizzano eventi legati allo stesso tema.
Dal 2007 la rassegna si è evoluta in festival, inserendo le proiezioni dei lungometraggi e dei cortometraggi in un concorso vero e proprio, con tanto di assegnazione di premi.
Il tema dell’edizione 2009 del festival era New Africa: immaginare, creare e innovare il continente, che richiamava espressamente la campagna mediatica dell’Anno Europeo della Creatività e Innovazione promosso dalla UE. Leggi il seguito di questo post »
Festival del Cinema Africano di Verona
Pubblicato da Cinelover su febbraio 3, 2010
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The Boat That Rocked – I love Rock Radio
Pubblicato da Cinelover su dicembre 2, 2009
Gavin Cavanagh: Here’s a rather long record. I hope I’m here at the end of it.
I love Rock Radio è una figata assoluta: gli anni 60, il rock&roll, la ribellione contro l’establishment, le droghe, la liberazone sessuale… tutto in un unico film! Imperdibile.
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Inglourious Basterds
Pubblicato da Cinelover su ottobre 13, 2009
Bastardi senza gloria. Ero curioso di vedere dove e come Tarantino avrebbe piazzato l’ormai consueta scena di feticismo del piede. Riesce sempre a sorprendere: geniale trovata il pretesto della scarpetta perduta, che fa tanto Cenerentola. Ma a ben guardare il nostro Quentin ha preso due piccioni con una fava: Diane Kruger oltre che ad avere piedi bellissimi, nel film è la copia fedele della Barbara Bouchet degli anni ‘70. Tarantino è un grande: fa i film per giocare con i suoi feticci e riesce pure a farti divertire.
Contrariamente a quello che sostengo di solito il doppiaggio italiano in questo caso massacra il risultato finale. Le 4 lingue parlate nel film, inglese, tedesco, francese e siciliano, meritano di essere godute nella versione originale con i sottotitoli, in modo da poter percepire in pieno la dissacrazione dell’inglese masticato nel Tennessee prima e l’improbabile siciliano poi, ad opera del tenente Aldo Raine (Brad Pitt).
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Momento autoreferenzialità
Pubblicato da Cinelover su ottobre 8, 2009
Ogni tanto mi ricordo che pure io c’avrei un blog da tenere aggiornato!
Il nocciolo della questione è che ultimamente preferisco agire piuttosto che interagire.
Comunque sia, se mai qualcuno sentisse la mancanza della mia prosa può sempre leggersi le frivolezze che ho scritto per la pagina 12 di questo periodico locale, noto come L’Alpone.
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Marco Giusti vs Lietta Tornabuoni: 2-1
Pubblicato da Cinelover su luglio 3, 2009
Lietta Tornabuoni sulle pagine de La Stampa accusa il cinema “commedia pecoreccia” di essere il veicolo con cui è stato sdoganato il berlusconismo, inteso come quel vizio di circondarsi di belle fighe senza cervello e di fare battute/dichiarazioni che mettono in ridicolo l’intero paese.
Quei fim piacciono ai ragazzini e ai loro padri nello stesso modo. Perché? Domanda sciocca: perché fanno ridere in modo grasso e licenzioso, e per la maggioranza italiana, come Berlusconi ha capito benissimo, ridere è il massimo.
Le risponde Marco Giusti, sempre sia lodato, e non glile manda certo a dire:
Come se il berlusconismo dilagante, e l’antiberlusconismo di rimando e quella cosa indefinita che è il pidiessismo, non fossero cresciuti rigogliosi nella povertà culturale della nostra piccola borghesia, che ha prodotto un cinemino povero povero, che viene giustamente sbeffeggiato ai festival, e nella inutilità di quella che avrebbe dovuto essere la nostra critica blasonata.
1-0 per Marco Giusti, vien da dire. Palla al centro. E il raddoppio per Marco Giusti arriva quando quando si legge:
In Inglourious Basterds, ragionamento di Tarantino sul nostro «macaroni war movie», Eli Roth e Brad Pitt, quando cercano di fare i registi italiani, guarda un po’, imitano proprio il vecchio Bombolo che Roth aveva visto in Viva la foca, l’unica commedia che era presente alla mia rassegna veneziana di sei anni fa. Ma magari stavano imitando Berlusconi.
Però ad utilizzare una moviola si nota che un centro lo fa anche Lietta Tornabuoni: adesso, onestamente, chi si assume la responsabilità di affermare che i cinepanettoni della premiata ditta Boldi-De Sica-Neri Parenti-fratelli Vanzina assolvono il ruolo catartico del castigat ridendo mores dei nostri antenati romani?
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Slumdog Millionaire
Pubblicato da Cinelover su giugno 4, 2009

Jamal Malik, ragazzo cresciuto nelle baraccopoli di Mumbai, partecipa all’edizione indiana di Chi vuol essere millionario? perchè la sua amata Latika vedendolo lo possa ritrovare.
Andiamo con ordine.
Convincono: il melodramma bollywoodiano e i flashback sull’infanzia del protagonista nelle baraccopoli.
Non convincono: l’impianto generale che strizza un po’ troppo l’occhio alla favola dickensiana, il titolo del film nella versione italiana: The Millionaire. Ma non era meglio rendere con un semplice Chi vuol esser milionario? come il nome del format citato invece di pastrocchiare come avviene troppo spesso? Senza contare la clamorosa svista nel doppiaggio!
Segnalazioni: il conduttore del programma indiano è il sosia di Lillo, al secolo Pasquale Petrolo. Per tutto il film ti aspetti una battuta in calabrese estremo!
In tutti gli altri film di Danny Boyle che ho visto, Millions e Trainspotting, il denominatore comune con quello di cui stiamo parlando qui, è rappresentato dalla paccata di soldi che ti cambia la vita! Un topos o un modo per fare autoanalisi da parte del regista?
Tutto sommato però un buon film.
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Considerazioni carnascialesche
Pubblicato da Cinelover su febbraio 25, 2009
Quando eravamo giovani noi che abbiamo passato i trenta, le sfilate dei carri allegorici di carnevale, nei paesini di provincia, erano di una tristezza incommensurabile. Poche idee e ristrettezze pecuniarie si traducevano nel solito carro che proponeva il confronto tra i nostri trascorsi contadini e la vita moderna. Oppure nel prototipo realizzato dai giovinastri di turno, solitamente togliendo la marmitta e colorando la vecchia Fiat 127 del papà che giaceva dimentica chissà dove. Fortunatamente le macchine da rottamare sono finite e si è fatta strada la voglia di essere un po’ meno provinciali. Fatto sta che anche in sperduti comuni ignoti ai più, ma che scimmiottano Rio e il più vicino Viareggio, si è potuto incrociare in questi giorni variopinti e mastodontici carri allegorici animati da musica sparata a migliaia di Watt di potenza dal DJ amateur di turno e da centinaia di comparse mascherate.
Ma non c’era la crisi?
Erano anni che con si vedevano così tanti carri allegorici e così tanta partecipazione, per non parlare dell’alcool che scorreva a fiumi (più del solito comunque). C’è la crisi e appunto per questo la gente ha voglia di pensare ad altro e prendersi una pausa dai problemi per qualche giorno.
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Di ritorno
Pubblicato da Cinelover su gennaio 14, 2009
Di ritorno dal campo di lavoro in Guinea-Bissau. Vuoi vedere le foto?
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I haven’t got time for this Mickey Mouse bullshit
Pubblicato da Cinelover su dicembre 17, 2008
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Primi anni 80, in una Milano che sta per diventare la Milano da bere, la città fulcro della moda e del glamour, un giovane sindacalista viene allontanato dal sindacato e spedito a gestire una delle prime cooperative sociali nate per dare un inutile passatempo ai malati di menti liberati dalla 