Pubblicato da Cinelover su Luglio 3, 2009
Lietta Tornabuoni sulle pagine de La Stampa accusa il cinema “commedia pecoreccia” di essere il veicolo con cui è stato sdoganato il berlusconismo, inteso come quel vizio di circondarsi di belle fighe senza cervello e di fare battute/dichiarazioni che mettono in ridicolo l’intero paese.
Quei fim piacciono ai ragazzini e ai loro padri nello stesso modo. Perché? Domanda sciocca: perché fanno ridere in modo grasso e licenzioso, e per la maggioranza italiana, come Berlusconi ha capito benissimo, ridere è il massimo.
Le risponde Marco Giusti, sempre sia lodato, e non glile manda certo a dire:
Come se il berlusconismo dilagante, e l’antiberlusconismo di rimando e quella cosa indefinita che è il pidiessismo, non fossero cresciuti rigogliosi nella povertà culturale della nostra piccola borghesia, che ha prodotto un cinemino povero povero, che viene giustamente sbeffeggiato ai festival, e nella inutilità di quella che avrebbe dovuto essere la nostra critica blasonata.
1-0 per Marco Giusti, vien da dire. Palla al centro. E il raddoppio per Marco Giusti arriva quando quando si legge:
In Inglourious Basterds, ragionamento di Tarantino sul nostro «macaroni war movie», Eli Roth e Brad Pitt, quando cercano di fare i registi italiani, guarda un po’, imitano proprio il vecchio Bombolo che Roth aveva visto in Viva la foca, l’unica commedia che era presente alla mia rassegna veneziana di sei anni fa. Ma magari stavano imitando Berlusconi.
Però ad utilizzare una moviola si nota che un centro lo fa anche Lietta Tornabuoni: adesso, onestamente, chi si assume la responsabilità di affermare che i cinepanettoni della premiata ditta Boldi-De Sica-Neri Parenti-fratelli Vanzina assolvono il ruolo catartico del castigat ridendo mores dei nostri antenati romani?
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Pubblicato da Cinelover su Giugno 4, 2009

Jamal Malik, ragazzo cresciuto nelle baraccopoli di Mumbai, partecipa all’edizione indiana di Chi vuol essere millionario? perchè la sua amata Latika vedendolo lo possa ritrovare.
Andiamo con ordine.
Convincono: il melodramma bollywoodiano e i flashback sull’infanzia del protagonista nelle baraccopoli.
Non convincono: l’impianto generale che strizza un po’ troppo l’occhio alla favola dickensiana, il titolo del film nella versione italiana: The Millionaire. Ma non era meglio rendere con un semplice Chi vuol esser milionario? come il nome del format citato invece di pastrocchiare come avviene troppo spesso? Senza contare la clamorosa svista nel doppiaggio!
Segnalazioni: il conduttore del programma indiano è il sosia di Lillo, al secolo Pasquale Petrolo. Per tutto il film ti aspetti una battuta in calabrese estremo!
In tutti gli altri film di Danny Boyle che ho visto, Millions e Trainspotting, il denominatore comune con quello di cui stiamo parlando qui, è rappresentato dalla paccata di soldi che ti cambia la vita! Un topos o un modo per fare autoanalisi da parte del regista?
Tutto sommato però un buon film.
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Pubblicato da Cinelover su Marzo 10, 2009
Primi anni 80, in una Milano che sta per diventare la Milano da bere, la città fulcro della moda e del glamour, un giovane sindacalista viene allontanato dal sindacato e spedito a gestire una delle prime cooperative sociali nate per dare un inutile passatempo ai malati di menti liberati dalla legge Basaglia.
Scontrandosi con lo scetticismo delle istituzioni e della gente comune, il sindacalista prova a rendere più umana la vita dei malati e a trasformare le attività svolte dalla cooperativa da semplice mezzo per occupare il tempo in occasioni di acquisire profitti.
Nel film di Giulio Manfredonia uno dei più grandi comici sulla piazza italiana, Claudio Bisio, non è il solito mattatore che fa splendere di luce riflessa anche le cosiddette spalle. In questo film Bisio gioca a togliere da quello che è il suo personaggio, per non oscurare il gruppo, quello dei malati in cui tutti sono credibilissimi e mai nessuno calca la mano nel rappresentare la malattia mentale: “siamo pazzi, non siamo stupidi”.
Un film delicato e ironico allo stesso tempo, che pur non abbandonandosi in facili buonismi cerca di educare una società che per dirsi veramente civile deve accettare la ragione come la follia, perchè da vicino nessuno è normale!
Dignitoso e tenerissimo il modo in cui si affronta il problema della sessualità dei disabili.
Un film da applausi: imperdibile.
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Pubblicato da Cinelover su Febbraio 25, 2009
Quando eravamo giovani noi che abbiamo passato i trenta, le sfilate dei carri allegorici di carnevale, nei paesini di provincia, erano di una tristezza incommensurabile. Poche idee e ristrettezze pecuniarie si traducevano nel solito carro che proponeva il confronto tra i nostri trascorsi contadini e la vita moderna. Oppure nel prototipo realizzato dai giovinastri di turno, solitamente togliendo la marmitta e colorando la vecchia Fiat 127 del papà che giaceva dimentica chissà dove. Fortunatamente le macchine da rottamare sono finite e si è fatta strada la voglia di essere un po’ meno provinciali. Fatto sta che anche in sperduti comuni ignoti ai più, ma che scimmiottano Rio e il più vicino Viareggio, si è potuto incrociare in questi giorni variopinti e mastodontici carri allegorici animati da musica sparata a migliaia di Watt di potenza dal DJ amateur di turno e da centinaia di comparse mascherate.
Ma non c’era la crisi?
Erano anni che con si vedevano così tanti carri allegorici e così tanta partecipazione, per non parlare dell’alcool che scorreva a fiumi (più del solito comunque). C’è la crisi e appunto per questo la gente ha voglia di pensare ad altro e prendersi una pausa dai problemi per qualche giorno.
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Pubblicato da Cinelover su Gennaio 14, 2009
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Pubblicato da Cinelover su Dicembre 17, 2008

Io non ho tempo per queste stronzatelle da poliziotto. Lo dice il poliziotto corrotto interpretato da Gary Oldman in Léon (1994) di Luc Besson.
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Pubblicato da Cinelover su Novembre 14, 2008
Athesis, il gruppo editoriale proprietario della testata L’Arena ha presentato la nuova versione del portale dedicato al giornale di Verona. Per comprendere appieno le osservazioni che ho espresso su VeronaBlog basta confrontare larena.it con le home page delle altre due testate della scuderia: Bresciaoggi e Il Giornale di Vicenza, che ancora ricalcano la struttura che presentava larena.it fino a qualche giorno fa.
Il nocciolo della questione: recuperare una notizia nella vecchia versione del sito era possibile solo se abbonato. Oggi invece è possibile consultare l’archivio liberamente (come avviene per repubblica.it). Solo che volevo recuparare i vecchi articoli riguardanti l’Onlus Il cuore in Africa ma non c’è stato verso. E non c’è traccia neppure di questo articolo, presente oggi nella versione cartacea.
Insomma: pregevole l’evoluzione ma mettiamo a punto la macchina il prima possibile.
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Pubblicato da Cinelover su Novembre 3, 2008
Prima di tutto sgombriamo il campo: tutti quelli hanno voluto addomesticare il senso del film per avvalorare le tesi della propria ideologia hanno preso un grosso granchio. Tanto gli abortisti come gli antiabortisti. Juno è lontanissimo dal proporre una soluzione più giusta di un’altra. Detto questo, è un bel film. Punto e basta. Scritto benissimo da Diablo Cody, girato altrettanto bene da Jason Reitman, con una protagonista, Ellen Page, che buca lo schermo. Politicamente scorretto quanto basta, ironico il giusto. Ah, dimenticavo… ottima la colonna sonora.
Se cercate un però, sappiate che anche Juno ha un difetto: più che da sedicenne Juno parla e pensa come una trentenne disincantata. E allora? Il film ti diverte lo stesso.
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Pubblicato da Cinelover su Ottobre 13, 2008

- Magistrale la regia (di Sean Penn).
- Appassionante la storia (vera di Christopher McCandless).
- Ammagliante il protagonista (Emile Hirsch).
- Mozzafiato la fotografia (alla faccia di quelli che pensano che in Alaska ci sia solo ghiaccio).
- Commovente la colonna sonora (orginale di Eddie Vedder).
- Forte il messaggio (e manifesto di un innegabile disagio sociale).
- Ma morire così (in uno scuolabus abbandonato) è da coglioni.
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Pubblicato da Cinelover su Settembre 25, 2008
Ho ricevuto una mail dove mi veniva chiesto se fossi ancora vivo. Si sono ancora vivo.
Sono mesi, in effetti, che non scrivo. Ma sono ancora vivo. Anzi, più vivo che mai.
Cos’ho fatto nel frattempo? Ho deciso di andare in Guinea Bissau il prossimo dicembre. Ho realizzato due web project abbastanza diversi tra loro per tematiche trattate e che per questo mi hanno arricchito parecchio e mi hanno regalato anche molte soddisfazioni. I link? Giammai, segreto professionale. Ho visto qualche film. Gomorra, a Verona la mini cooper è la macchina delle fighette, a Napoli quella dei camorristi. Hancok, spettacolare la prima parte. Teeth-Denti, teen movie a sorpresa, ahia. Sweeney Todd, Tim Burton mai così dark e senza lieto fine. Mongol, visi bellissimi e fotografia mozzafiato. Non è un paese per vecchi, ma come finisce? Ho assistito indirettamente a quella convention autocelebrativa che chiamano Blog Fest di Riva del Garda e mi sono stupito nello scoprirmi sorpreso di quanto, la maggiorarza dei partecipanti, abbia dato risalto più al contenitore che ai contenuti. Escludendo l’insulsa polemica nata dalle parole del boyfriend di Selvaggia Lucarelli.
Blog? Ma a che serve un blog? Vien proprio da chiederselo a questo punto.
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