Thank you for smoking
Pubblicato da Cinelover su Aprile 17, 2007
Io avrei pagato il biglietto solo per vedere i titoli di testa: i nomi dei protagonisti richiamano le grafiche dei pacchetti di sigarette più famosi. Geniale nella sua semplicità.
Thank you for smoking è l’opera prima di Jason Reitman, figlio d’arte: il padre Ivan è il regista dei Ghostbusters. Freschezza e brio si respirano a pieni polmoni, mi si permetta il gioco di parole, e a dispetto del titolo non viene mai mostrata una sigaretta accesa.
E’ la storia di Nick Naylor (un ottimo Aaron Eckhart) che ti lavoro fa il PR per la lobby del tabacco ed è pagato per farsi prendere a pesci in faccia dall’opinione pubblica, benpensante e salutista, e contrastare i nemici del fumo con la sola logica stringente (se tu non puoi dimostrare che ho torto, io ho ragione). Salvo poi accusare assolute crisi di coscienza perchè il figlio dodicenne lo vede come modello da emulare.
Non è un film contro le multinazionali del fumo, come si potrebbe pensare. E’ un film che denuncia/celebra la cinica capacità “dei potenti” di pilotare le scelte del popolo bue, la criminale discrezionalità con cui i colossi dell’industria stabiliscono i confini del lecito e dell’approvazione mediatica, contro il trasformismo con cui anche i carnefici sanno apparire vittime.
Un cast di tutto rispetto: Robert Duvall, William H. Macy in primis. A Maria Bello hanno appioppato una parte troppo insignificante, merita molto di più.
I due divetti delle serie USA, Katie Holmes e Adam Brody, non se la cavano poi male. Il Seth Cohen di OC è petulante e logorroico anche qui. L’attuale signora Cruise (i maligni dicono “ancora per poco”) nel fim è stronza come deve esserlo il marito in famiglia.
Butel1 detto
Ricordo momenti di riso sincero.
Da vedere. Nonostante il solito scontato finale di penitenza e redenzione.
Amazzone detto
Il finale di penitenza e redenzione sono una costante dellasalvificamerica e di parecchi uomini in genere…
nikopolidis detto
molto carino, anche se mi aspettavo qualcosa di più comico. Diciamo che sono rimasto colpito dalla capacità di parola del protagonista lobbysta…
Paycheck « Cinelover’s Blog detto
[...] Ben Affleck ha la sempre la solita espressione, quando Uma Thurman dice di amarlo o quando Aaron Eckhart ringhia che non gli resta molto da vivere, il mascellone ha sempre la stessa faccia modellata con [...]
Juno « Cinelover’s Blog detto
[...] questo, è un bel film. Punto e basta. Scritto benissimo da Diablo Cody, girato altrettanto bene da Jason Reitman, con una protagonista, Ellen Page, che buca lo schermo. Politicamente scorretto quanto basta, [...]