Archivio per il 'Movies' Categoria
Pubblicato da Cinelover su Giugno 6, 2008
Un’altra giovinezza di Francis Ford Coppola. Un tizio che arrivato ad un passo dalla demenza senile si vorrebbe suicidare ma viene colpito da un fulmine e di colpo inizia a ringiovanire. Je piacerebbe. Al nostro Francis che si è autoprodotto (e quindi in pratica aveva carta bianca) perdoniamo alcuni passaggi confusi perchè ci regala una fotografia bellissima e paesaggi mozzafiato. Tim Roth è un mostro di bravura.
L’altra faccia di Beverly Hills di Tamara Jenkins. Opera prima che risale ad un po’ di tempo fa. Un godibilissimo racconto di una sagace ragazza alla prese con i problemi adolescenziali e una verginità di cui vuole liberarsi al più presto. Dinamiche famigliari tumultuose ambientate poco lontane dalle villone delle celebrità, in un periodo poco successivo ai massacri eseguiti dalla Family di Charles Manson. Non si può non fare il tifo per l’adolescente Vivian interpretata da Natasha Lyonne (la si rivede poi nella saga American Pie) e per una pimpante Marisa Tomei. Carl Reiner è una carogna davvero credibile.
L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford di Andrew Domink. Parata di stelle per raccontare la storia di uno dei banditi più famosi degli Stati Uniti: Brad Pitt, Casey Affleck, Sam Shepard, Sam Rockwell e un cameo davvero azzeccato di Nick Cave nel ruolo di un cantastorie.
Brad Pitt forse è un po’ troppo eroe patinato ma d’altra parte il produttore era lui e quindi…
Casey Affleck stranamente sa recitare al contrario del suo fratello mascellone.
La fotografia e l’uso dei colori è emozionante e bilancia correttamente l’analisi psicologica dei personaggi.
Continua la saga delle recensioni prendi tre paghi uno.
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Pubblicato da Cinelover su Maggio 12, 2008
1987, Romania prima della caduta di Ceausescu, due studentesse amiche, una gravidanza indesiderata. Questi sono gli ingredienti principali del film di Cristian Mungiu, che ha vinto una palma d’oro a Cannes 2007. 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni non è nè un film contro l’aborto, nè un film di denuncia del regime totalitaristico. Ma è un film magico sulla difficoltà nel tessere e mantenere buoni i rapporti interpersonali. Fotografia meravigliosa.
Espiazione, con James McAvoy (che era bravo già lo avevo capito), e con Keira Knightley (che ha acquisito la personalità necessaria ad evitare che le ritocchino le tette digitalmente), propone molti temi: dalla innocenza dell’infanzia, le cotte adolescenziali, il rimorso, la guerra. Nel film non c’è un’espiazione vera e propria però le sequenze che raccontando gli orrori della seconda guerra mondiale sono come un gioello raro: tolgono il respiro.
Caramel di Nadine Labaki. Convivenza tra diverse culture, scontro tra nuove mode e tradizione, questi sono i temi trattati. Cinque amiche, un salone di bellezza. Ci puoi giurare che è un bel film, anche se apparentemente se non succede nulla. In realtà succede tutto: le protagoniste vivono la vita, quella di tutti i giorni.
Tre film che mi hanno emozionato molto per un post che vede la luce solo dopo aver riflettuto molto sul ruolo dei nuovi media.
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Pubblicato da Cinelover su Aprile 19, 2008
La ragazza del lago stravince l’edizione 2008 dei premi dall’Accademia del Cinema italiano, portando a casa ben dieci statuette.
Condivido molto. La regia dell’esordiente Andrea Molaioli è impeccabile, la storia coinvolgente, la scenografia di grande effetto, Toni Servillo e Valeria Golino sono dei grandi attori.
Quattro statuette anche per I Vicerè di Roberto Faenza: miglior costumi, scenografia, make up e acconciature. I costumi di Milena Canonero, già Oscar con Marie Antoniette, in effetti mi avevano emozionato più del seppur bravo Lando Buzzanca in veste di despota malvagio e superstizioso.
Per i premi internazionali miglior film straniero Non è un paese per vecchi di Ethan e Joel Coen, miglior film europeo Irina Palm di Sam Garbarski.
Alla consegna del premio gag del regista: racconta che Marianne Faithfull si era proposta per la parte di Irina, il regista non era proprio convinto, lei insiste: “Try me out!”. Interrompe questo racconto Tullio Solenghi, il presentatore della serata: “In senso artistico, come attrice, non nel senso del film…”, risate maliziose da parte di chi ha visto il film.
Gli sconfitti: Caos Calmo di Antonello Grimaldi (una statuetta per Alessandro Gassman come attore non protagonista) e La giusta distanza di Carlo Mazzacurati (nemmeno una statuetta).
Mi spiace molto per La giusta distanza, che forse paga il dazio per tematiche e sensibilità troppo vicine a La ragazza del lago.
Ulteriore conferma, in merito a Caos calmo, che i film che fanno discutere solo per le scene di sesso lasciano un po’ il tempo che trovano.
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Pubblicato da Cinelover su Aprile 18, 2008
Commedia musicale raccomandata esclusivamente ai nostalgici dell’hair metal anni ‘80: vi renderete conto di quanto erano ridicole le band con quelle acconciature cotonate, il rossetto e il fondotinta. Per non parlare di quei terribili fuseaux aderenti.
Faccio pubblica ammenda: pure ero un fan dei Poison, Bon Jovi, Van Halen e gli Europe. E dopo la visione di questo film me ne vergogno.
La storia non è niente di trascendentale: un capellone di provincia suona in una cover band e la stessa banda che lui adora lo chiama per sostituire il cantante ufficiale.
Sesso,droga,rock’n'roll a manetta finchè non si rende conto che ha perso il senso della sua vita, quindi abbandona tutto e torna dalla sua fidanzata.
Dignitosi sia Jennifer Aniston che Mark Wahlberg, anche se nelle scene di canto la voce non è la sua perchè viene doppiato.
La band di cui si segue la storia nel film, gli Steel Dragon, è fittizia ma è formata da veri musicisti: uno per tutti Jason Bonham (figlio del defunto batterista dei Led Zeppelin, John Bonham).
Ovviamente una colonna sonora da spettino, piena di cover ma anche pezzi originali veramente rock. compare perfino un pezzo composto apposta per l’occasione da Sammy Hagar, il mio cantante preferito dei Van Halen.
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Pubblicato da Cinelover su Aprile 12, 2008
Della serie: ma Le invasioni barbariche sono state molto più belle.
In effetti il precedente film di Denis Arcand era venuto meglio.
Però, di questo, tre cose meritano comunque di essere citate.
- La noiosa riunione in ufficio che nella fantasia del protagonista si trasforma nella scena della decapitazione del boss Tanaka da parte di O-Ren Ishii come in Kill Bill vol. 1.
- Le fantasie erotiche che vedono come soggetto le donne che circondano il protagonista e una Diane Kruger, nella parte di se stessa, sono così esageratamente maschiliste che non possono non strappare un sorriso.
- Il costante comportamento cafone delle comparse nell’utilizzo del telefono cellulare.
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Pubblicato da Cinelover su Aprile 3, 2008
Una ragazzina quattordicenne muore durante il parto, l’infermiera in turno indaga, scontrandosi con la mafia russa, per dare una famiglia alla neonata.
Dopo A History Of Violence David Cronenberg torna a parlare di famiglia e morale.
E lo fa con la consueta violenza, con la consueta venerazione per la fisicità dei gesti e dei corpi.
Bravi tutti e tre: Viggo Mortensen, Naomi Watts e Vincent Cassel.
Mi ha convinto poco il doppiaggio: i doppiatori italiani che parlano in russo sono poco credibili. L’ho già visto due volte ma la prossima volta, perchè sono sicuro che lo riguarderò, meglio guardarlo con l’audio originale e i sottotitoli.
Vorrei sapere quante volte hanno provato la scena della lotta nella sauna. Ne sono sicuro: quella scena entrerà nelle sequenze cult.
Un noir con i controcazzi.
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Pubblicato da Cinelover su Marzo 10, 2008
Una nonna vedova in grosse difficoltà economiche scende a patti con il suo pudore e le sue inibizioni pur di recuperare 6 mila sterline che serviranno a curare l’adorato nipote da una malattia rarissima. Per capire la grandezza del personaggio della nonna bisogna tenere ben presente chi fu in passato Marianne Faithfull, la fascinosa musa ispiratrice di Mick Jagger e i Rolling Stones, discendente diretta del conte Leopold von Sacher-Masoch. La Maggie/Irina Palm interpretata da Marianne Faithfull è di un’umanità spettacolare, il tono dimesso della sua recitazione è irresistibilmente commovente.
Se anche l’argomento è un po’ scabroso (lei, una milf in evidente decadimento fisico, pur di riuscire a racimolare la cifra necessaria si adatta a masturbare i clienti di un strip club londinese di Soho) non si scade mai nel triviale.
Un film sulla dignità, natalizio (la vicenda si svolge a dicembre) senza essere buonista. Infatti la nostra nonna superstar dopo aver raggiunto lo scopo si toglie qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di quelle che si professavano amiche ma le girano ipocritamente le spalle una volta saputo come si era procurata i soldi.
Molto efficaci i dialoghi: teneri in ambito famigliare, dirompenti e a lingua biforcuta tra le pareti dello strip club.
A mio parere: imperdibile!
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Pubblicato da Cinelover su Febbraio 28, 2008
Dico The Queen e penso alla voce di Freddie Mercury, alla chitarra di Brian May, ai ricci di John Deacon, alla faccia da sberle di Roger Taylor, alla discografia completa sulla mensola, in ordine cronologico: il sangue mi ribolle di centinai di canzoni imparate a memoria.
In campo cinematografico,invece, quando si parla di regina d’Inghilterra un po’ mi deprimo:
Nonostante le magistrali interpretazioni delle protagoniste, Helen Mirren nei panni di Elisabetta II (la suocera di Lady D) e Cate Blanchett nei panni di Elisabetta I (la Regina Vergine), entrambi i film mi hanno placidamente smaronato l’esistenza.
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Pubblicato da Cinelover su Febbraio 19, 2008
La tradizione biblica narra che la valle di Elah fu teatro di uno dei più epici scontri: il ragazzo coraggioso David affronta il gigante filisteo Golia.
Paul Haggis, che si è già fatto notare per Crash – Contatto fisico ma soprattutto per aver sceneggiato uno dei migliori Clint Eastwood non si fa carico della responsabilità di indicare chi, mutata mutandis, secondo lui sia, oggi, Davide e chi sia Golia. In compenso il messaggio è chiarissimo: occorre scrivere al più presto la parola fine ai conflitti bellici, che lasciano molte vittime sul campo ma rendono vittime altrettanti reduci che si trasformano in macchine di morte a causa di una psiche completamente deviata dagli orrori.
Tommy Lee Jones è un ex militare in pensione che indaga sulla scomparsa del secondo genito appena ritornato dalla missione in Iraq. Charlize Theron è il detective che aiuterà il padre nelle ricerche. Due personaggi cesellati con grande maestria da attori di consolidata bravura.
Ma chi merita la menzione speciale in questo film è certamente Susan Sarandon: la sua è una piccola parte (la madre del ragazzo) ma quando si presenta alla porta dell’obitorio per vedere un’ultima volta il figlio morto, sul suo volto si distingue chiaramente tutto il dolore di una madre che perde il figlio.
Giudizio pienamente positivo perchè il film tiene su tutti i fronti: intreccio, pathos, commozione convincono.
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Pubblicato da Cinelover su Febbraio 10, 2008
Far ridere senza scadere nella comicità greve è molto difficile, sono veramente pochi i casi di eccellenza. Funeral Party fa parte di questo esiguo gruppo. Una black comedy che prende di mira le ipocrisie e le grettezze della upper class britannica. Il pretesto è quello di un funerale da celebrare: per l’occasione si riuniscono tutti i parenti e come ogni famiglia che si rispetti ci sono personaggi di ogni tipo il tossico, il ritardato (Ewan Bremner, lo Spud di Trainspotting), il furbetto, la figlia che si vuole emancipare dal padre invadente, lo zio brontolone fracassamaroni. Una commedia degli equivoci dove ne succedono di tutti i colori e non aggiungo altro per non rovinare a nessuno la sorpresa. Basti dire che che Frank Oz, con questo film ritorna ai fasti di La piccola bottega degli orrori, dimostrando ancora una volta che si può realizzare un ottimo film senza dover sottostare ai capricci delle dive di Hollywood (leggi Nicole Kidman nel film La donna perfetta, che si è pure rivelato un mezzo fiasco poi). Hei, ma il nanetto sulla locandina non è Peter Dinklage, il baby sitter che soffia la moglie Julia al dottor Sean McNamara in Nip/Tuck? E’ propio lui e il suo personaggio è grandioso.
Assolutamente da non perdere.
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