Cinelover's Blog

Solo un altro stupido blog dedicato al cinema

Spartan

Posted by Emanuel Righetto su novembre 1, 2005

Spartan Un agente dei corpi speciali Delta Force, Val Kilmer, si trova a dover risolvere un caso molto delicato. La figlia del Presidente degli USA è sparita dalla circolazione, e si teme sia stata rapita da individui che non conoscono la vera identità della ragazza. Le indagini sembrano portare alla conclusione che la ragazza è morta ma è solo quello che le alte sfere del comando vogliono far credere all’ opinione pubblica per non danneggiare la campagna elettorale del presidente, di fatto la ragazza viene abbandonata a se stessa. Crisi di coscienza dell’ agente segreto abituato ad eseguire ordini, giocando anche sporco, senza farsi domande allorché si imbatte nelle prove che la ragazza è ancora viva. Ma il guerriero che sa usare il cuore può diventare un eroe: da solo va a liberare la ragazza dai suoi aguzzini e dal sistema che la dava già morta. In America non ha riscosso il successo sperato ma io che ho la fissa per le spy story e le teorie del complotto considero Spartan un capolavoro nell’ ambito del cinema di spionaggio. Ma questo film non si limita a esporre un intreccio complesso e ben fatto: va ben oltre. Descrive, infatti, con una lucidità impressionante i meccanismi mediatici contemporanei e la concezione della politica americana: una concezione spregiudicata e cinica che insegue come unico obiettivo quello di vincere le elezioni e mantenere il potere. La storia corre sempre sul filo dell’ inverosimile ma non oltrepassa mai questo limite, riuscendo in tal modo a svelare freddamente la perversa corruzione di un sistema politico che invece viene propagandato dai mass media come un esempio cristallino di democrazia. Il regista David Mamet mette in scena un racconto secco, pulito, matematico, algido. Niente orpelli, frasi inutili, dialoghi superflui. Lo stesso vale per la regia: inquadrature composte, eleganza cromatica, geometrie perfette nei movimenti di camera. Tanto che nel primo tempo questa sobrietà l’ avevo giudicata troppo laconica. Val Kilmer riesce grazie al rigore di Mamet a costruire la maschera dell’ agente segreto americano che crede ciecamente nel suo ruolo di difensore della patria. La sua fissità espressiva, la sua forza fisica, il suo coraggio, la sua determinazione sono il rovescio della medaglia dei sentimenti che prova interiormente ma che è stato abituato, per mestiere, a non dimostrare. Recensione adattata da CultFrame, perchè è quello che intendevo dire io.

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