Cinelover's Blog

Solo un altro stupido blog dedicato al cinema

Archive for dicembre 2005

Quo vadis, baby?

Posted by Emanuel Righetto su dicembre 29, 2005

Quo Vadis, Baby? Salvatores è sempre più una certezza nel panorama italiano: una spanna sopra tutti i vari Muccino.
Il soggetto è veramente coinvolgente. Senza sbavature la sceneggiatura. Dialoghi ad alto impatto emotivo.
Quo vadis, baby? applica la formula che per me rappresenta l’ optimum:
Citazioni dotte + noir + colonna sonora da spettino = OTTIMO FILM.
Il mio ego si gonfiava a dismisura man mano che raccoglievo gli indizi lasciati in bella mostra: i Joy Division, i Rolling Stones, i replicanti di Blade Runner, i continui riferimenti a Ultimo Tango a Parigi (non poteva essere diversamente visto il titolo), le videocassette con i FILMISSIMI (8½, i 400 colpi, i soliti ignoti), le locandine dei film alle pareti in casa del regista.
La colonna sonora che ti fa vibrare ad ogni nota: una selezione davvero coerente. Ultravox, Talking Heads, Ramones, Blondie, Paul Weller (reminiscenze anni 80 che mi eccitano come un bambino) e poi il pezzo della PFM impressioni di settembre che ricorre più volte, farebbero commuovere anche un sordo.
Mi sono sentito così forse solo guardando i due Kill Bill e The Dreamers di Bertolucci.
Semplicemente geniale il finto finale sospeso: la verità è da sempre sotto i nostri occhi solo che noi non riusciamo a coglierla. Paradossale che la verità venga annunciata dalla televisione, il media che più di tutti sa essere falso.
Ma quante canne si fumano a Bologna?
Mancava al cast perfetto solo Abbatantuono, sicuramente meglio di Bebo Storti nel ruolo di marito cornuto.

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Body Of Evidence

Posted by Emanuel Righetto su dicembre 26, 2005

Body Of Evidence Le chiesi, pochi giorni fa, se lei avesse mai giocato con la cera bollente.
E per farle capire cosa intendevo le citai Body Of Evidence del regista Ulrich Edel. Lei non lo aveva mai visto.
Non si era persa niente: un legal thriller banale, inutile e sonnolento. Un film cucito addosso alla figura anbigua di Madonna che puzza di operazione commerciale lontano un miglio. Nulla a che vedere con la qualità dell’ opera prima di Edel, del 1981, Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino.
Tuttavia le scene di sesso tra Madonna e Willem Dafoe hanno un’ alta carica erotica che non lasciano certo indifferenti.
Specie la scena in cui Madonna versa prima cera bollente e poi champange sul petto del suo avvocato, Willem Dafoe, che la difende nel processo dove l’ accusano della morte del marito.
A me era venuta la curiosità di provare e prima di proporlo a lei ho provato su di me, con rigore scientifico, l’ effetto che fa.
E la senzazione della goccia di cera sulla pelle che brucia e poi solidifica è davvero eccitante.
Da mettere in pratica al più presto.

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Dogma

Posted by Emanuel Righetto su dicembre 15, 2005

Dogma Ormai ho un una missione: rivalutare i film stroncati dalla critica.
Dogma tra i critici ha raccolto solo dissensi e dal Vaticano è stato osteggiato. Ragion per cui in Italia è uscito anni dopo.
A giudicare dalle reazioni di chi stava guardando il film accanto a me, presumo che il film non sia stato del tutto capito dai critici.
Sono stato cresciuto da genitori cristiani ultraortodossi e ho studiato dai frati francescani: questo mi ha permesso di capire tutti i riferimenti biblici e teologici del film. Infatti sotto le spoglie di goliardia giovanile si nasconde un serio lavoro di ricerca di informazioni che vanno ben oltre la cultura generale. Citati i vangeli apocrifi e tirati in ballo diversi dogmi di fede per cui alcune battute per me esilaranti non sono state capite dai miei compagni di visione. Facile intuire che la Chiesa ponga il veto su un film allegramente anticlericale che si permette di scherzare pesantemente sull’ infallibilità e la giustizia divina.
Il regista Kevin Smith non carica il film di velleità di insegnamento ma soltanto vuole provocare la riflessione. Come provocatorio è il movimento cattolicesimo wow e la nuova icona del Cristo compagnone: richiamo al bisogno di rinnovamento della chiesa, specie fuori dall’ Italia, dettato dalla necessità di rendere la pastorale più affascinante con il rischio di perdere le radici della tradizione per una sorta di business on demand.
Il messaggio del film in soldoni è che dio, comunque lo si intenda, è amore e perdono.
Linda Fiorentino è Bethany e ascolta la voce di Dio che le chiede di fermare due angeli rinnegati, Matt Damon e Ben Affleck. Durante la strada incontra tra gli altri due profeti e un uomo che dice di essere il tredicesimo apostolo. Alla fine appare Dio sotto le sembianze di Alanis Morissette.
Linda Fiorentino è adorabile: è da troppo tempo assente dal grande schermo, ormai ne sentiamo la mancanza. Il monoespressione Ben Affleck risulta simpatico anche nei panni del cattivo. Salma Hayek nel consueto ruolo di lap dancer: sfoggia una mise da lolita che fa ribollire il sangue.

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Boogie Nights – L’altra Hollywood

Posted by Emanuel Righetto su dicembre 7, 2005

Boogie NightsBoogie Nights di Paul Thomas Anderson, 1997. Caspita! Io negli anni 70 sono nato per cui non posso avere ricordi per esperienza diretta ma quello che ho visto nel film domenica corrisponde allo stereotipo che ho degli anni 70. Massima cura nella scelta delle location, degli arredamenti (soprattutto per i poster alle pareti e i soprammobili), i vestiti, le acconciature, le macchine, la musica… in somma: Boogie Nights è il manifesto degli anni 70 in chiave porno. Il protagonista del film è Mark Wahlberg che ho recentemente visto in The Italian Job ma che ricordo e apprezzo più per il giovane psicopatico che ci ha regalato in Fear. Si narra la sua ascesa nello star system del porno grazie alle dimensioni del suo pennello. In questo film viene privilegiato l’ aspetto sociale del porno e della vita delle porno star che trovano il loro abitat e la loro vera identità solo nella comune del regista. I protagonisti ispirano quasi tenerezza perchè dal mondo esterno vengono trattati come dei rinnegati mentre all’ interno della loro cerchia riescono a trovare una parvenza di vita normale, dei surrogati di rapporti interpersonali. Boogie Nights ci regala un mondo del porno in conflitto con se stesso: da una parte l’ avvento delle VHS promette nuovi lauti guadagni, dall’ altra parte la fantasia, il genio e la voglia di sperimentare soluzioni nuove dei registi costretti a piegarsi alle regole di mercato, fino a prima ignorate.
La scena in cui la moglie di un tecnico addetto alle riprese si fa sbattere con trasporto davanti ad un folto pubblico di guardoni mi ha fatto morire. Il marito chiede spiegazioni e lei: “Per favore! Non rompere come al solito!”. Incredibile.
Heather Graham, versione lolita con i rollerblade si guarda volentieri.

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Be Cool

Posted by Emanuel Righetto su dicembre 5, 2005

Be Cool Alla faccia di quelli che dicono che i sequel sono sempre pessimi.
Io Get Shorty non l’ ho visto e quindi Be Cool me lo sono goduto parecchio.
Un grandissimo John Travolta, monumentale, un’ istituzione del cinema contemporaneo, veste i panni di Chili Palmer, un produttore cinematografico che stanco del cinema lancia una nuova stella musicale Linda Moon interpretata da Christina Milian.
L’ evoluzione della trama mi ha ricordato le peripezie del Big Lebowski (…una storia con molti input, molti output…) con la differenza che Chili Parmer non si lascia travolgere dagli eventi anzi volge le situazioni a suo favore manipolando la polizia, la mafia russa, una gangsta di rapper neri, il menager e gli scagnozzi di una casa discografica con un maestria imperturbabile. Memorabile il ballo con Uma Thurman che rievoca i fasti di Pulp Fiction, come indimenticabile è la prima apparizione di Uma nel film: giardino con piscina da multimiliardari, lei in topless stesa sulla sdraio sfoggia lo stemma degli Aerosmith tatuato nella zona lomabare. Uma gnocca da spettino!
I dialoghi offrono alcune perle di saggezza: Denny De Vito (lo scroccone che cavalca l’ onda del successo di Travolta) indicando la nuova macchina (un modello ibrido a benzina e elettricità) di John Travolta dice: “Ma con quella non arrivi mai!” “Se sei importante ti aspettano!”.
Parata di stelle sia nella colonna sonora che nel film.
Black Eyed Peas, Steven Tyler e Joe Perry con gli altri Aerosmith, Cedric the Entertainer, Harvey Keitel, Vince Vaughn.
Christina Milian che io ricordavo più per il suo video bollente Dip It Low che per le inutili apparizioni in American Pie e Torque (il film più insulso del 2004) in pratica impersona se stessa: nel film oltre che sfoggiare una splendida voce e due canzoni inedite scopre quanti più centimetri di pelle può. Nel suo ruolo risulta adorabile e credibilissima.
I due che mi hanno fatto sbellicare però sono: Dwayne “The Rock” Johnson che interpreta il guardaspalle gay tanto checca quanto tuttomuscoli:nientecervello del discografico e Andrè 3000 (ovvero il cantante degli Outcast) che gioca sul personaggio di rapper nero violento e imbecille.

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