Cinelover's Blog

Solo un altro stupido blog dedicato al cinema

Archive for aprile 2006

I segreti di Brokeback Mountain

Posted by Emanuel Righetto su aprile 8, 2006

Brokeback Mountain L’ amore è prima di tutto amore, prima che omo o etero. Quel tipo di AMORE che diventa indispensabile come l’ ossigeno, che però paghi con fiumi di lacrime e montagne di sofferenza, non può essere definito in generi. Questo è il messaggio che passa il film di Ang Lee.
Ma in una vena più disperata che malinconica il regista ripropone anche il connubio eros e thanatos: Jack (Jake Gyllenhall) osa vivere il suo sogno e trova la morte per mano della società ottusa e violenta, mentre Ennis (Heath Ledger) non trova il coraggio per scrollarsi di dosso i pregiudizi della gente e finisce per morire “dentro” un po’ un ogni giorno, autodestinandosi un futuro di rimpianti e rimorsi. Distrutto dalle sue scelte e dal suo dolore.
Fotografia, tempi e silenzi sono dei veri capolavori, del resto questo ci si aspettava da Ang Lee dopo La tigre e il dragone.
Jake Gyllenhall e Heath Ledger, pur sembrando due modelli di una pubblicità di un qualsiasi denim jeans, sono dei grandi interpreti e riescono a dare credibilità alla storia tanto che la stereotipata rozza virilità dei cowboy si sgretola man mano ma senza mai scadere nei classici luoghi comuni gay.
La tanto chiacchierata scena di sesso ha turbato anche me. Per l’ improvvisa passione, per la giustificata violenza.
Ti stringono il cuore altre due scene, entrambe all’ interno di un saluto: alla fine del soggiorno a Brokeback Mountain senza sapere se si potranno rivedere, Jack si allontana mentre Ennis si piega vinto da dei conati di vomito, poi quella in cui Ennis saputo della morte di Jack ottiene dai suoi genitori di tenere un ricordo e nella camera di Jack ritrova le loro camice impregnate di sangue.
Ma merita di essere citata anche la faccia di Jack, roso dalla voglia di spiare Ennis mentre fa il bagno nudo fuori fuoco.

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Hardcore

Posted by Emanuel Righetto su aprile 5, 2006

HardcoreHardcore l’ho visto in collegio 10 anni fa. Il mio educatore lo teneva sottochiave nella sala audio visivi vicino alle produzioni di Spielberg e Lucas, a fianco dell’ intera collezione Disney ma aveva tolto la custodia originale. Una custodia neutra riportava una didascalia scritta di suo pugno: “film sulla prostituzione”. Quando, dopo il furto delle chiavi, in tre abbiamo organizzato una visione clandestina a notte fonda del film è scoppiato un caso: ma le porno attrici sono prostitute?
Un film crudo che lascia un segno assolutamente indelebile nel bene o nel male: la scena in cui il padre in cerca della figlia si finge produttore per incontrare gli attori che hanno lavorato con la figlia la ricordo benissimo, come se l’ avessi appena vista. Lui con occhiali e parrucca alla Bee Gees riconosce dagli stivali uno degli attori: chiedendogli se conosce una ragazza che corrisponde alla descrizione di sua figlia si sente rispondere dall’ attore che se la ricordava molto bene quella brutta troia perché dopo averglielo succhiato, il cazzo era tutto rosso e gli faceva male. Ovviamente il padre riempie di botte l’ attore sboccalone e riesce a riportare a casa la figlia ma se anche il finale è alla Pretty Woman non sono tutte rose e fiori: ci scappa anche il morto. Il film accende i riflettori su coloro che solitamente operano nella penombra, quelli che traggono vantaggi economici dal porno e li dipinge come sfruttatori violenti. Hardcore (1978, regia Paul Schrader)

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