Cinelover's Blog

Solo un altro stupido blog dedicato al cinema

Archive for settembre 2006

Truman Capote: a sangue freddo

Posted by Emanuel Righetto su settembre 28, 2006

a sangue freddo Bennet Miller riesce a raccontare con successo, attraverso gli occhi di Truman Capote, l’ autore di Colazione da Tiffany, la nascita di un nuovo genere letterario: il non-fiction novel ovvero il romanzo verità. Il giornalista del New Yorker nel 1959 abbandona i salotti newyorkesi e migra nelle pianure del Kansas, dove viene accolto come un alieno, per indagare e scrivere del brutale sterminio di una famiglia per mano di due psicopatici poi condannati a morte.

Va riconosciuta al regista l’ abilità di essere riuscito a far trasparire il fascino che esercita il MALE e il narcisismo che accomuna tutte le personalità geniali.

Philip Seymour Hoffman ha co-prodotto il film e ha impersonato il ruolo principale: il risultato è ottimo e gli è valso pure un Oscar per l’ interpretazione.

Sarei curioso di sentire l’ audio originale perché il doppiaggio propone un super team composto da Roberto Chevalier, Fabio Boccanera, Michele Gammino, Loris Loddi che producono un effetto davvero coinvolgente.

Dopo la visione di questo film però Carrie Bradshaw di Sex and the City non mi pare più un personaggio così innovativo.

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Volver

Posted by Emanuel Righetto su settembre 21, 2006

VolverPedro Almodovar con Volver arricchisce ulteriormente il suo campionario di personaggi femminili. Donne deluse ma forti, donne emancipate dal bisogno di avere un uomo a fianco. Donne solidali tra loro per difendersi da uomini assenti, goffi e animalescamente malvagi quando compaiono.
“Tornare” è la traduzione in italiano di Volver. Tornare per porre rimedio a qualcosa che colpevolmente abbiamo lasciato che il tempo rovini, tornare per lenire ferite inferte proprio alle persone che più si ama giacché siamo nel contempo vittime e carnefici, tornare per darsi ancora una possibilità, tornare anche solo per vedere come va a finire. Tornare alle origini. Tornare.
E solo questo è bastato per chiudermi lo stomaco in una morsa pensando al mio amore lontano.
Ma poi la citazione di Bellissima, il film di Luchino Visconti con Anna Magnani e il testo dell’ omonima canzone Volver interpretata da Estrella Morente mi hanno portato ad un passo dalle lacrime.

ho paura dell’incontro
con il passato che torna
a confrontarsi con la mia vita
ho paura delle notti
che, popolate di ricordi,
incatenano il mio sognare

però il viaggiatore che sente
prima o poi trattiene il suo andare
e sebbene il dimenticare
che tutto distrugge
abbia ucciso la mia vecchia illusione
custodisco nascosta una umile speranza
che è tutta la fortuna del mio cuore

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United 93

Posted by Emanuel Righetto su settembre 18, 2006

Nel film di Paul Greengrass (Bloody Sunday, The Bourne Supremacy) dedicato all’ 11 settembre 2001 si cerca di ricostruire cosa successe al volo United 93 che in quel giorno non raggiunse nessuno degli obiettivi prefissati ma precipitò vicino a Shanksville in Pennsylavania. Nella scena finale tra urla e grida si vede, dall’ interno della cabina di pilotaggio, che l’ aereomobile si sta per schiantare al suolo.
Silenzio.
Schermo nero.
In sala ho fatto ridere tutti perchè ho sbruffato, come se fossi un cavallo, interpretando il giudizio dell’ assemblea: uffffff!

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Il Grande Silenzio

Posted by Emanuel Righetto su settembre 7, 2006

Grande Certosa160 minuti di Grande Fratello, inteso come format televisivo, nel monastero della Gran Certosa ai piedi delle Alpi, vicino a Grenoble.
160 minuti in cui la colonna sonora è composta dai rumori della natura il suono delle campane e i canti dei monaci.
160 minuti in cui capisci quanto poco contano le parole, che la monotonia dei gesti comuni è LA salvezza dalla frenesia del cosiddetto progresso.
160 minuti… Il film è un pacco in cui il ritmo viene dato solamente dall’ avvicendarsi delle stagioni. Ma se riesci a stare solo con te stesso, come il film ti invita a fare, capisci quanto l’ uomo abbia dimenticato quello che la natura (o, se volete, Dio) gli ha insegnato in migliaia di anni. Philip Groning ha dovuto aspettare vent’anni per poter girare questo documentario e una volta ottenuto il permesso ha dovuto vivere per mesi con i monaci, in silenzio pure lui, rinunciando alla troupe, luci artificiali, musiche di sottofondo, commenti. Ha girato circa 120 ore solo con una cinepresa e una super 8. Ma il risultato qualcuno l’ ha paragonato ai quadri di Vermeer.

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