Cinelover's Blog

Solo un altro stupido blog dedicato al cinema

Archive for ottobre 2006

Walk the line in the cut

Posted by Emanuel Righetto su ottobre 25, 2006

Prendi due film, uno riuscito bene, Walk the line, un altro riuscito meno bene, In the cut. Entrambi hanno in comune la passione e il desiderio che brucia, che taglia. In entrambe le coppie protagoniste dei due film c’ è una bionda che cerca di scrollarsi di dosso i pregiudizi, Reese Witherspoon e Meg Ryan, e un moro tenebroso a volte incapace di distinguere il bene dal male, Joacquin Phoenix e Mark Ruffalo.

Chiunque abbia mai amato porta una cicatrice.

Alfred de Musset

Per James Mangold una risoluta conferma dopo Cop land e Ragazze interrotte. Per Jane Campion un’ inspiegabile scivolone dopo l’ indimenticabile Lezioni di piano.

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Slevin – Patto Criminale

Posted by Emanuel Righetto su ottobre 15, 2006

Slevin - Patto Criminale Il regista Paul McGuigan con Slevin si lascia inspirare da Pulp Fiction e ci piazza pure una citazione: Bruce Willis interpreta un killer professionista dal cuore tenero e anche qui è alle prese con un orologio lasciato in eredità.
Il plot apparentemente è molto semplice: Slevin, un ragazzo tranquillo, in un solo colpo perde lavoro, fidanzata e portafoglio. Si trasferisce dall’ amico Nick per cambiare aria e viene coinvolto, per uno scambio di identità, in una lotta tra bande mafiose. Nel finale a sorpresa si capisce che Slevin non è così sprovveduto come lo si poteva immaginare e che cane rabbioso, il significato del suo nome, gli si addice proprio.
Slevin Patto Criminale è un film che ripercorrendo i canoni del noir, li modernizza: c’è il cattivo che più cattivo non si può, anzi ce ne sono due, c’è l’innocente tirato in ballo, la ragazza affascinante che lo aiuta, il poliziotto tenace che non lo molla.
Il cast sembra una parata di stelle: pistola fumante Bruce Willis, sir faccia di bronzo Ben Kingsley, Mr vendetta Morgan Freeman e un’insolitamente sbarazzina Lucy Liu. Su tutti svetta il magnetico protagonista Josh Hartnett: ne sentiremo parlare ancora.
I dialoghi sono sorprendentemente freschi, appassionanti e poco politically correct: sempre molto vicini alla lezione del maestro Tarantino. Pregevoli le scenografie soprattutto quelle degli interni che ammiccano ad un design sulla falsa riga del postmodern.
Convincente, anche se molti spettatori rischiano di sbandare in qualche curva a gomito o nelle improvvise inversioni di marcia che propone la sceneggiatura. Sconsigliato a chi si distrae facilmente.

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La terra

Posted by Emanuel Righetto su ottobre 12, 2006

La Terra

Ritornato nel paese della Puglia dal quale era stato allontanato adolescente a seguito della violenta ribellione al padre-tiranno, Luigi, ormai maturo professore di filosofia all’università di Milano, si ritrova coinvolto nella torbida atmosfera di un mondo che credeva di essersi lasciato alle spalle per sempre. Assieme ai suoi fratelli Michele, mediocre affarista, e Mario, eterno studente impegnato nel volontariato, Luigi cerca inutilmente di convincere il fratellastro Aldo, violento e donnaiolo come il padre, a vendere un’azienda agricola di famiglia in stato di semi-abbandono. Riemergono rancori mai sopiti e vecchie ferite che il tempo non ha rimarginato mentre tutti i fratelli in modi diversi sembrano invischiati nella rete con la quale Tonino, sordido usuraio e boss emergente, avvolge l’intero paese.

Fin troppo evidenti le analogie con i Fratelli Karamazov di Dostoieskij e La Roba di Giovanni Verga ma la bravura di Sergio Rubini sta nella contestualizzazione, in modo molto accurato, del suo sud nella vicenda. I ritratti dei legami famigliari, di una classe politica fatta di spinelloni e ignoranti, dei tentacoli della mafia, dei riti e le tradizioni del sud, sono molto più che un abbozzo. Il film convince.

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Romance & Cigarettes

Posted by Emanuel Righetto su ottobre 5, 2006

Romance & CigarettesI fratelli Coen ci mettono lo zampino, come produttori, in questo film ma diversamente da quello che farebbe pensare la scena iniziale, il primissimo piano dell’alluce di Gandolfini che ronfa rumorosamente sul divano, il regista John Turturro riesce a mantenere una sua identità e a confezionare un prodotto originale, non pedissequamente legato ai gusti della produzione.
Il film è un finto musical che racconta di un operaio (James Gandolfini), alle prese con la fantomatica crisi di mezza età, che tradisce la moglie (Susan Sarandon) con la focosa ninfomane sboccata, rossa di pelo, Tula (Kate Winslet), attraverso battute a tratti molto grevi ma sempre al fulmicotone e le canzoni dei grandi del passato: da Elvis Presley a Janis Joplin, passando per Bruce Springsteen e James Brown. Un film leggero, con il chiaro intento di divertire e lo fa proponendo personaggi esagerati come il cugino Bo (Cristopher Walken) che parla soltanto citando i testi delle canzoni di Elvis Presley o come Angelo (Steve Bushemi) il filosofo metropolitano che dispensa dogmi pratici ma estremamente contradditori. Si gioca molto anche sul registro delle contraddizioni: Kitty, la moglie, si guadagna da vivere cucendo vestiti da sposa mentre Tula fa la commessa in uno dei sexy shop più esclusivi del mondo. Il linguaggio triviale e la superficiale leggerezza si contrappongono alla drammaticità di un amore che finisce e di un uomo che cerca redenzione (anche se in tutto il film si ripete che si vuole un lavoretto fatto bene ci si rivolge ad una rossa, il marito cerca di ritornare in tutti i modi con la moglie che lo ha lasciato) ma trova solo la morte.
Non il film dell’ anno ma sicuramente un buon mezzo per passare piacevolmente un pò di tempo seduti.

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