Cinelover's Blog

Solo un altro stupido blog dedicato al cinema

Archive for novembre 2006

Los tres entierros de Melquiades Estrada

Posted by Emanuel Righetto su novembre 12, 2006

Los tres entierros de Melquiades EstradaDa qualche parte una volta lessi che Tommy Lee Jones non accetti un copione se non prevede almeno un morto. Ora grazie alla splendida sceneggiatura di Gulliermo Arringa, il signor 21 Grammi, Tommy Lee Jones esorcizza questa tendenza trasformandosi in un necroforo e nella duplice veste di protagonista e regista a Cannes nel 2005 si porta a casa la Palma d’ oro per la miglior sceneggiatura e per la miglior interpretazione.
Il film girato in Texas, nel ranch di proprietà del regista, narra della profonda amicizia che lega Pete Perkins (Tommy Lee Jones) e Melquiades Estrada un bracciante messicano immigrato illegalmente. E’ questo sentimento che spinge Pete ad indagare per scovare l’ assassino dopo che il corpo di Melquiades viene ritrovato in pieno deserto sepolto in tutta fretta. Lo stesso sentimento che unito alla pietas dona la forza per affrontare un viaggio a ritroso alla ricerca del paese natio in Messico dove seppellire per sempre Melquiades. L’ esordio dietro la macchina da presa del Man in Black ci regala pagine di estrema violenza e nello stesso tempo di dolce abbandono, non dimenticando di inserire, solo quando serve, un spunto di comicità. Il risultato è una critica all’ America che ha perduto il suo senso profondo di culla di diverse culture e ogni rispetto per gli ultimi. Una critica all’ America di oggi, imbottita di tv spazzatura e costretta a galleggiare come un cadavere su un mondo fatto di case/roulotte (simbolo dell’ instabilità) e non luoghi come i centri commerciali e motel dove inscenare qualche tradimento senza coinvolgimenti emotivi per sfuggire alla noia e sentirsi, almeno per un po’, di nuovo vivi.

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Ingannevole è il cuore più di ogni cosa

Posted by Emanuel Righetto su novembre 5, 2006

Ingannevole è il cuore più di ogni cosa

Ingannevole è il cuore più di ogni cosa e incurabile! Chi lo può conoscere?

Geremia 17,9

Dall’ omonimo romanzo autobiografico di JT Leroy, alla sua seconda prova come regista, Asia Argento scrive a quattro mani con lo stesso scrittore americano e dirige il film che dimostra che, in fondo, qualcosa di cinema ne capisce. Dopo il non incisivo Scarlet Diva perché troppo auto referenziale rilegge secondo il suo personalissimo metro un romanzo già entrato nel culto e compie un notevole salto di qualità.

Ingannevole è il cuore più di ogni cosa è la storia di un’ infanzia rubata, vista dagli occhi di un bambino, Jeremiah, e di sua madre, Sarah, una giovane donna tossico dipendente preda di sempre più pericolose turbe psichiche, che si prostituisce ai camionisti nel sud degli Stati Uniti. Seguiamo Jeremiah nei suoi continui spostamenti: i genitori adottivi, i nonni ultra religiosi e la sua vita senza radici, sulla strada con Sarah, tra interminabili soste con i tir, motel fatiscenti e strip-tease clubs popolati da cafoni, sfruttatori e poco di buono. Il bimbo è continuamente costretto ad adattarsi a situazioni nuove e sempre più disagiate, ad una serie di “padri” scrocconi e nullafacenti ed alla crescente follia di sua madre. In questi ambienti Jeremiah impara e cresce. La sua incredibile forza nell’ affrontare le avversità diventa il leit-motif della storia: nonostante le terribili esperienze, egli è ancora in grado di conservare la purezza ed il candore nel suo modo incantato di guardare e trasformare il mondo.

Tecnicamente Asia Argento riesce a rendere, in maniera convincente, con le immagini il degrado e la follia senza speranza di riscatto della provincia americana. Primi piani crudeli, uso sapiente di velocizzazioni e riprese sfuocate fanno assorbire appieno l’ atmosfera malata ed eccessiva della storia.

Il cast variopinto e non scontato non distoglie l’ attenzione dal concept principale ma nemmeno riesce a dare quel qualcosa in più. Marylin Manson ha definitivamente dimostrato che riesce ad interpretare solo il personaggio per cui recita da una vita: sé stesso. Fuori da quel ruolo è un pezzo di legno. Ornella Muti invece si destreggia elegantemente nel ruolo della nonna bigottamente religiosa. Le musiche sono curate sapientemente dalla dolce metà di Asia, il talentuoso Marco Morgan Castoldi.

Piccola nota di costume: Asia Argento come lap dancer costantemente strafatta è sempre ad un passo dallo svacco.

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