Cinelover's Blog

Solo un altro stupido blog dedicato al cinema

Archive for gennaio 2007

American Dreamz

Posted by Emanuel Righetto su gennaio 24, 2007

american dreamzE’ risaputo: far ridere è molto più difficile che far piangere. Ma non me la sento di stroncare brutalmente American dreamz, nato dalla mente di Paul Weitz, a tutti noto come mr American Pie.
American dreamz è una pungente satira sulla trash tv e politica made in USA.
Dannis Quaid nei panni del presidente degli stati uniti alla Bush way è davvero somigliante.
Willem Dafoe un po’ sotto tono con la crapa pelata.
Hugh Grant (affettuosamente: faccia da pesce lesso) sembra nato per recitare la parte dello stronzo, come in About a Boy.

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Transamerica

Posted by Emanuel Righetto su gennaio 20, 2007

TransamericaLa locandina rispecchia il dilemma di Luxuria e di quanti hanno la sfortuna di non riconoscersi nel corpo in cui sono nati. Transamerica è un film che indaga, con registri a volte drammatici a volte comici, sulla ricerca dell’ identità personale districandosi tra quella giungla foltissima costituita da codici sociali e legami famigliari. La protagonista Bree (Felicity Huffman), colto trans alla soglia dei quaranta dotato di eleganza e autoironia, vive a Los Angeles e si divide tra il lavoro di televenditrice e di cameriera per raccogliere i soldi per cambiare sesso. Scopre, a pochi giorni dall’ operazione che lo renderà donna a tutti gli effetti, di aver avuto un figlio da quell’ unica sgangherata relazione etero dei tempi del liceo che si trova in carcere a New York, invischiato in traffici di droga e prostituzione omosessuale. Ne nasce un road movie che descrive il tentativo di redenzione del figlio diciassettenne prima e lo sforzo nel ricucire il rapporto padre/madre e figlio poi.
Molte parole sono state sprecate sul coraggio di Heath Ledger e Jake Gyllenhaal nel vestire i panni gay ma troppo poche spese per il coraggio di Felicity Huffman che rinuncia alla sua femminilità per interpretare un uomo che vuole diventare donna. Conserva i movimenti un po’ goffi della casalinga disperata Lynette e dona umanità ad un personaggio che le regala un Golden Globe per interpretazione, riuscendo a far trasparire il dolore e la determinazione che la ricerca di sé stessi comporta.
Per il regista Duncan Tucker era l’ esordio cinematografico e io lo promuovo a pieni voti.
Soprattutto per aver saputo dosare molto bene scene tenere e scene disgustose (come solo la vita a volte sa essere) ma anche per essere riuscito a mettere in condizione lo spettatore di provare empatia per dei personaggi che normalmente la società esclude perché diversi. E visto che è un prodotto indipendente anche il pericolo dell’ happy ending hollywoodiano è scongiurato.

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Don’t Come Knocking

Posted by Emanuel Righetto su gennaio 7, 2007

Don't Come Knocking Pensi a Wim Wenders e ti chiedi, prima di everlo visto, come sarà questo film.
Ci sarà il solito eroe decadente che fugge dalle sue occasioni perdute?
Ci sarà la solita fotografia poetica che ti accarezza l’ anima?
Ci sarà Bono degli U2 nella colonna sonora?
La risposta è sempre sì. Ma vale comunque la pena di vederlo perchè è un film sopra la media, anche se non apprezzi il cinema di Wenders.

Sam Shepard, che scrive anche la sceneggiatura, interpreta con la compagna di una vita Jessica Lange (io trovo che questa donna con il passare degli anni diventi più bella) la ricerca che tutti prima o poi siamo costretti a fare. Quando passi la vita a correre e a nasconderti inivitabilmente arriva il momento in cui ti devi voltare e capire quanto sei lontano dalle tue radici.

Un film che tocca tematiche difficili come i rapporti famigliari e lo svilimento indifferente della provincia americana. E lo fa in modo un po’ western e un po’ road movie.

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