Cinelover's Blog

Solo un altro stupido blog dedicato al cinema

Archive for febbraio 2007

Oscar 2007

Posted by Emanuel Righetto su febbraio 27, 2007

Martin Scorsese con moglie e figlie The Departed

  • Miglior film
  • Miglior regia
  • Miglior montaggio
  • Miglior sceneggiatura non originale

Martin Scorsese ha dichiarato:

Grazie a Dio sono riuscito a fare tanti film in 36 anni senza mai vincere un Oscar: questo è venuto su come sorpresa straordinaria, e che abbia vinto è ancora più sorprendente.

Martin! Dire le bugie non è bello! Diciamo che ultimamente un po’ hai rosicato che sia Spielberg che Coppola, tuoi cari amici, l’Oscar l’avevano vinto e tu ancora no… Ora giustizia è fatta: quattro statuette in un colpo solo. Però non dire che non c’avevi sperato!

Posted in Movies | 2 Comments »

Scoop

Posted by Emanuel Righetto su febbraio 23, 2007

Scoop

Due brooklynesi a Londra: lei, Sondra Prensky (Scarlett Johansson), è un’aspirante giornalista, lui, Sid Waterman, alias Splendini (Woody Allen), un prestigiatore fallito. S’incontrano durante un numero di magia quando, per miracolo, il fantasma di un giornalista appena defunto si materializza davanti alla ragazza per convincerla ad indagare sulla doppia vita di un rampollo dell’alta società londinese, Peter Lyman (Hugh Jackman): davvero costui è un pericoloso serial-killer? La ragazza trascina il mago Splendini nell’investigazione, tra mille pasticci e colpi di scena…

Scoop sembra proprio il secondo capitolo della saga londinese, dopo Match Point, di Woody Allen. E ancora una volta Woody Allen abbandona l’amato jazz nella colonna sonora in favore dei classici Il lago dei cigni e Lo Schiaccianoci di Čajkovskij. In Match Point la scelta era caduta sule arie più famose di Verdi e Rossini.
Bisogna dire che l’apparizione del morto che dà indicazioni l’avevamo già vista in Provaci ancora, Sam del 72. Ma Woody Allen lo si guarda sempre molto volentieri.
La battuta più bella? Sono nato ebreo, poi crescendo mi sono convertito al narcisismo.

Posted in Movies | 1 Comment »

In The Mood For Love

Posted by Emanuel Righetto su febbraio 11, 2007

In The Mood For Love

Un uomo e una donna a Hong Kong, nel 1963: storia dei brevi incontri ritrosi tra Chow Mo-Wan e Su Li-zhen, vicini di casa che scoprono casualmente che i rispettivi coniugi sono amanti e inscenano, come in una prova, le rispettive rivelazioni. Si incontrano, si chiedono cosa staranno facendo gli altri due, si parlano come se parlassero a loro, si guardano allontanarsi, e inevitabilmente senza dirserlo mai, finiscono per amarsi.

Il cinema di Hong Kong ci ha abituato a visioni di combattimenti, spade, raffiche di mitra, evoluzioni acrobatiche di ogni genere. Wong Kar-Wai fa invece parte da sempre del versante intimista di questo cinema e costruisce In the mood for love sui vuoti, sui neri, sulle attese, sulle parole che i protagonisti non si dicono. L’ equilibrio delicato che regge il gioco dell’opera è tutto racchiuso nell’opposizione simmetrica degli elementi. Tutto inizia con il caos di un doppio trasloco e finisce con il silenzio secolare di un tempio in rovina. L’incontro di due culture, l’orientale rappresentata dalla location e quella occidentale richiamata dalle sonorità del tango nella colonna sonora. Quizàs, quizàs, quisàs interpretata da Nat King Kole è malinconica fino alle lacrime. La rumorosa presenza delle comparse, compresi i due adulteri che vengono inquadrati sempre e solo di spalle, si contrappone al silenzio dei due protagonisti: nelle poche occasioni in cui si rivolgono la parola è solo per simulare quello che i rispettivi coniugi fedifraghi stanno facendo alle loro spalle. La fedeltà vissuta in Hong Kong, l’infedeltà consumata nel vicino Giappone.

Il vero fascino del film è nella cura estrema dei costumi, delle scenografie, dei primi piani didascalici sui riccioli di fumo delle sigarette e sulle tende fatte svolazzare dal vento. Kar-wai frammenta lo sguardo dello spettatore obbligandolo a cercare all’interno di inquadrature che rimbalzano su di uno specchio o attraverso lo spazio angusto di una porta socchiusa. Pochissime sono le riprese fatte in esterno e questo rende ancora di più l’idea di un rapporto molto intimo ed esclusivo, di una storia d’amore che non risente del passare del tempo. In fatti ci si accorge che il tempo passa da un’ inquadratura all’altra perché Maggie Cheung indossa un vestito diverso, sempre splendido, per fasciare le sue forme morbide e scoprire le sue evanescenti caviglie. Tony Leung bello e glaciale, più malinconico di quello visto in L’amante.
Un capolavoro senza tempo. Il paradigma poetico dello struggente rimpianto per quello che poteva avvenire ma non ha mai avuto alcuna possibilità di realizzarsi.

Dedicato alla mia Amazzone.

Posted in Movies | 5 Comments »

The Departed

Posted by Emanuel Righetto su febbraio 8, 2007

The DepartedL’ho rivisto ieri. In effetti The Departed merita una seconda visione e una sessione aggiuntiva di commenti, non si può liquidarlo in due righe.
Nella seconda visione ho potuto notare particolari che mi erano sfuggiti.
Leonardo DiCaprio che fa il verso a Robert DeNiro mentre fa gli esercizi in prigione nel film Cape Fear.
Jack Nicholson, con l’ alito che puzza di zolfo, è doppiato splendidamente da Giancarlo Giannini.
Pino Insegno, qui la voce di Mark Wahlberg, è mille volte più bravo come doppiatore che come comico.
La colonna sonora è strepitosa: Gimme Shelter, Let It Loose Rolling Stones, Sail on Sailor Beach Boys, Well Well Well John Lennon e un’impagabile versione di Comfortably Numb dei Pink Floyd cantata da Van Morrison a fare da sottofondo all’unica (castissima) scena di sesso.
Vera Farmiga, in questa scena, è sensualissima anche se indossa mutandine nere e reggiseno bianco scompagnati. Del resto mica se lo aspettava di finire tra le braccia del nemico numero uno del suo fidanzato.

Posted in Movies | 5 Comments »

L’amore sospetto

Posted by Emanuel Righetto su febbraio 1, 2007

Marc un giorno decide stupire sua moglie e i suoi amici tagliandosi i baffi che troneggiano sul suo volto da ben dieci anni. Ma il sorriso gli si gela perché nessuno sembra accorgersi del mutamento. Quello che sembrava un gioco si trasforma in incubo.

Emmanuel Carrère scrive un libro e qualche anno dopo porta il racconto sul grande schermo.
Il film non mi convince del tutto: troppe domande, nessuna risposta plausibile.
Però due attori di uno spessore fuori dal comune. Vincent Lindon, Emmanuelle Devos, da soli rappresentano il novanta per cento del valore del film.
Emmanuelle Devos, nonostante sia della classe 1964, sprigiona la freschezza di una trentenne…

Emmanuelle Devos

In certe inquadrature sembra una ragazza che conosco, e*.

Nel resto del mondo questo film è stato distribuito con il titolo La Moustache/I Baffi come il titolo del libro. In Italia si è voluto continuare la tradizione di mettere un titolo che riuscisse a fuorviare lo spettatore.

Il doppiaggio in italiano è affidato a Fabrizio Pucci e Laura Lenghi, probabilmente le voci più belle in questo momento nel panorama italiano dei doppiatori.

Posted in Movies | 2 Comments »