Cinelover's Blog

Solo un altro stupido blog dedicato al cinema

In The Mood For Love

Posted by Emanuel Righetto su febbraio 11, 2007

In The Mood For Love

Un uomo e una donna a Hong Kong, nel 1963: storia dei brevi incontri ritrosi tra Chow Mo-Wan e Su Li-zhen, vicini di casa che scoprono casualmente che i rispettivi coniugi sono amanti e inscenano, come in una prova, le rispettive rivelazioni. Si incontrano, si chiedono cosa staranno facendo gli altri due, si parlano come se parlassero a loro, si guardano allontanarsi, e inevitabilmente senza dirserlo mai, finiscono per amarsi.

Il cinema di Hong Kong ci ha abituato a visioni di combattimenti, spade, raffiche di mitra, evoluzioni acrobatiche di ogni genere. Wong Kar-Wai fa invece parte da sempre del versante intimista di questo cinema e costruisce In the mood for love sui vuoti, sui neri, sulle attese, sulle parole che i protagonisti non si dicono. L’ equilibrio delicato che regge il gioco dell’opera è tutto racchiuso nell’opposizione simmetrica degli elementi. Tutto inizia con il caos di un doppio trasloco e finisce con il silenzio secolare di un tempio in rovina. L’incontro di due culture, l’orientale rappresentata dalla location e quella occidentale richiamata dalle sonorità del tango nella colonna sonora. Quizàs, quizàs, quisàs interpretata da Nat King Kole è malinconica fino alle lacrime. La rumorosa presenza delle comparse, compresi i due adulteri che vengono inquadrati sempre e solo di spalle, si contrappone al silenzio dei due protagonisti: nelle poche occasioni in cui si rivolgono la parola è solo per simulare quello che i rispettivi coniugi fedifraghi stanno facendo alle loro spalle. La fedeltà vissuta in Hong Kong, l’infedeltà consumata nel vicino Giappone.

Il vero fascino del film è nella cura estrema dei costumi, delle scenografie, dei primi piani didascalici sui riccioli di fumo delle sigarette e sulle tende fatte svolazzare dal vento. Kar-wai frammenta lo sguardo dello spettatore obbligandolo a cercare all’interno di inquadrature che rimbalzano su di uno specchio o attraverso lo spazio angusto di una porta socchiusa. Pochissime sono le riprese fatte in esterno e questo rende ancora di più l’idea di un rapporto molto intimo ed esclusivo, di una storia d’amore che non risente del passare del tempo. In fatti ci si accorge che il tempo passa da un’ inquadratura all’altra perché Maggie Cheung indossa un vestito diverso, sempre splendido, per fasciare le sue forme morbide e scoprire le sue evanescenti caviglie. Tony Leung bello e glaciale, più malinconico di quello visto in L’amante.
Un capolavoro senza tempo. Il paradigma poetico dello struggente rimpianto per quello che poteva avvenire ma non ha mai avuto alcuna possibilità di realizzarsi.

Dedicato alla mia Amazzone.

5 Risposte to “In The Mood For Love”

  1. Fra said

    Io ho visto sto film a Wien in un vecchio cinema assurdo con il tetto a scacchi rossi e neri.

    E’ così toccante (il film non il soffitto;)e della colonna sonora “mi sono ubriacata”. Ciao. Fra

  2. Amazzone said

    Rimarrà una pietra miliare della mia vita.
    Malinconia fino alle lacrime, si. Dove malinconia è un sentimento prezioso ed elegante come gli abiti di maggie e le lacrime l’unico gesto esteticamente compatibile con l’atmosfera.
    Il fumo delle sigarette che disegna l’aria, le tende che ondeggiano al vento….il ritmo del respiro si modula sulle lentezza delle inquadrature. La poesia del rimpianto, che per tanto tempo mi è stata compagna di strada.

  3. cinelover said

    Fra: sono felice che questo film ti sia entrato “dentro”. Penso che questo faccia parte della categoria amore/odio. O lo si ama alla follia, o lo si detesta.

    Amazzone: spero ardentemente che con me sia definitivamente chiusa la tua stagione del rimpianto. Mi impegnerò ogni giorno perchè sia così. A, ti amo tanto.

  4. Fra said

    L’amore non va in vacanza… non é ai livelli di questo,,, ovviamente,,, ma é carino e ben fatto🙂

  5. concordo in pieno. bel post!
    silvà

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