Cinelover's Blog

Solo un altro stupido blog dedicato al cinema

Archive for maggio 2007

The prestige

Posted by Emanuel Righetto su maggio 21, 2007

The prestigeChristopher Nolan sembra non rinnegare il lavoro svolto con il precedente Batman Begins, che a mio avviso ha l’unico pregio di aver ridato all’uomo pipistrello la dignità e lo spessore morale che Joel Schumacher con i suoi due episodi aveva distrutto, infatti nel cast di The prestige ritroviamo Christian Bale e Michael Caine.
E’ un thriller vittoriano dovere ritornano, come in Memento e Insomnia, i temi cari a Nolan: intreccio vertiginoso, ambizione, vendetta, ossessione, assoluto, ambiguità della natura umana, limiti delle regole. Temi sviluppati con coerenza e maestria. Supportati da un ottimo Hugh Jackman protagonista e un pittoresco David Bowie. Scarlett Johansson chiamata a fare la musa, non mi è parsa all’altezza delle varie Hilary Swank o Carrie Ann Moss.
La trama, per non rovinare a nessuno il gioco dell’intreccio, si può riassumere in questi termini: due illusionisti, in principio amici e colleghi, dopo un incidente finiscono per odiarsi e fanno a gara per sabotare l’uno gli spettacoli dell’altro, con esiti sempre più dolorosi e nefasti.

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Flags of our Fathers

Posted by Emanuel Righetto su maggio 15, 2007

Flags of our fathers Un Clint Eastwood in formissima dirige la sceneggiatura di Paul Haggis (il regista di Crash, contatto fisico). Tutto ruota intorno alla fotografia scattata da Joe Rosenthal il 23 febbraio 1945 sull’ isola di Iwo Jima, teatro di crudelissimi scontri nella seconda guerra mondiale. Il governo americano decise di farne uno strumento di propaganda.
Estwood, senza eccedere in scene violente, piccona inesorabilmente la retorica della guerra, la retorica del facile eroismo.
Lo strazio delle molte giovani vite spezzate è reso ancor di più vivo dalla fotografia (affidata a Tom Stern, il genio creatore di Andy Milionakis) e dalla scelta di una tavolozza di colori tutta tendente al bianco e nero, ad eccezione di quel rosso sangue, che è un pugno nello stomaco. Le promesse vanagloriose sono destinate ad essere palesemente smentite. Ogni riferimento al conflitto iracheno è lecito.
Il cast di volti poco noti (Berry Pepper c’era anche in Salvate il soldato Ryan, Ryan Phillippe è uno che passa inosservato però io lo ricordo bene per il mitico Studio 54) rende ancora più credibile l’intento del regista di dimostrare che in guerra sono tutti carne da macello senza un nome.
Quindi è inutile star qui a sbrodolare parole come se fossi il cappellone Gigi Marzullo: questo film deve essere visto. Punto.
Un solo peccato si può imputare a Clint: le immagini della flotta pronta allo sbarco e qualche sequenza dello sbarco stesso sono fatalmente ritoccate in digitale, richiamano in maniera molto diretta Salvate il soldato Ryan… che sia solo lo scotto pagato a Spielberg produttore?

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Schermi d’Amore

Posted by Emanuel Righetto su maggio 13, 2007

Le mie riflessioni sull’ undicesima (o 10+1 come ci tiene a precisare l’organizzazione) edizione del Verona Film Festival.

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Babel

Posted by Emanuel Righetto su maggio 5, 2007

Babel Può un fucile di grosso calibro sconvolgere le vite di quattro famiglie che abitano quattro angoli lontannissimi tra loro? Secondo Alejandro Gonzalez Inarritu, regista, e Gulliermo Arringa, sceneggiatore, questo è verosimile.
I due autori messicani, innamorati della poetica della casualità, stavolta si divertono a “fare le pirole” (ci dimostrano che sanno fare i virtuosismi) moltiplicando i fattori presenti già in 21 Grammi. con il risultato che dentro ci finisce di tutto ma a giudicare dal titolo l’effetto era voluto.
Due famiglie povere, due famiglie ricche. Accomunate solo dal dolore e dalla tragedia, a dimostrazione che non è l’agio e il benessere a fare la felicità. Il mondo non è così globalizzato come vorrebbero farci credere se non per l’universalità della sofferenza.
Da guardare perchè è comunque un ottimo film e la fotografia è meravigliosa. E poi il versante nipponico della storia era proprio difficile integrarlo in maniera credibile ma il risultato è stato ottenuto. Anzi quel segmento è stato quello che mi ha intenerito di più: una metropoli molto kawaii in cui un’adolescente sordomuta, rifuggita come un mostro, cerca di elemosinare un po’ di amore e attenzione con l’esibizionismo. Straziante la scena in cui viene messo a confronto il vuoto silenzio che percepisce lei, all’interno di una discoteca, e il fragore, che costringe la folla a ballare, del remix di September degli Earth Wind and Fire.
E poi come dice Matteo Bordone c’è il primo bacio nella storia del cinema tra un uomo e una donna mentre lei sta facendo la pipì.

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