Cinelover's Blog

Solo un altro stupido blog dedicato al cinema

Le vite degli altri

Posted by Emanuel Righetto su ottobre 9, 2007

Le vite degli altriNel 1984 avevo otto anni e alle 14 ero davanti alla televisione per guardare DeeJay Television: sapevo a memoria Careless Whisper degli Wham!, Self control di Raf, Fotoromanza di Gianna Nannini, Love of the Common People di Paul Young, All Night Long (All Night) di Lionel Richie, Smalltown Boy dei Bronski Beat, State of the Nation degli Industry. Alle 16 poi trasmettevano Lupin.

L’operazione amarcord è stata inevitabile durante la visione del film Le vite degli altri ambientato nella Berlino Est della DDR nel 1984. Mi sono chiesto cosa ho avuto io in dono dalla vita e cosa è mancato agli sfortunati che loro malgrado hanno vissuto il regime prima della caduta del muro, dove era proibito tutto quello che proveniva da fuori.

Mi sono dilungato un poco sui sentimentalismi perché questo è un film che lascia il segno. Racconta di un epoca, di un delicato passaggio storico che non smetterà mai di affascinare e al contempo atterrire.
Dicevamo Germania dell’Est. Il capitano Gerd Wiesler, solerte agente della Stasi, la Polizia di Stato, e devoto sostenitore della causa del Partito, riceve l’incarico di sorvegliare Dreyman, un autore di teatro con lo scopo di trovare imputazioni a suo carico. Un eventuale colpevolezza lascerebbe campo libero ad un ministro che si è invaghito di Chista-Maria, la compagna dell’intellettuale. Ma Dreyman è pulito, si attiene alle linee guida del Partito. Questo è un problema perché il ministro vorrebbe l’oggetto delle sue brame tutto per sé. Non esita a corrompere, ricattare chiunque possa aiutare nell’intento di possedere la donna. Il capitano Gerd è testimone di questo sopruso e rinnega il suo credo, da semplice spia passa a complice. I colpi di scena sono molti e sarebbe crudele rivelarli qui. Un film impedibile, che cita Brecht e la subcultura anni ’80 vista dall’altra parte: il giovane regista Florian Henckel von Donnersmarck va tenuto d’occhio anche in futuro. Strepitoso il trio dei protagonisti: Martina Gedeck, Sebastian Koch, Ulrich Mühe.

6 Risposte to “Le vite degli altri”

  1. amosgitai said

    Semplicemente fantastico!

  2. Nemesis said

    Il tuo giudizio mi trova d’accordo

  3. Amazzone said

    Lo vedrò. Mi ci porterai tu.

  4. Lemi said

    1984 è l’anno dello scudetto, cribbio!!😀

    Gran bel film, l’ho adorato.
    E peccato che il protagonista, l’agente della stasi, sia morto due mesi fa…
    Il che rende il tutto ancora più triste…

  5. Cinelover said

    cacchio c’hai ragione Lemi! Ma sai che non lo sapevo che Ulrich Mühe fosse morto quest’estate?
    In quel film era bravissimo!

    Mitico! lo scudetto dell’hellas, ho girato per mesi con la maglietta “Hellas Verona campione d’Italia”

  6. […] su Gennaio 24, 2008 Non ho molta confidenza con il cinema tedesco, però dopo questo episodio e Le vite degli altri, mi instilla molta smania di approfondire la […]

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