Cinelover's Blog

Solo un altro stupido blog dedicato al cinema

Archive for aprile 2008

Sull’assegnazione dei David di Donatello 2008

Posted by Emanuel Righetto su aprile 19, 2008

David di donatelloLa ragazza del lago stravince l’edizione 2008 dei premi dall’Accademia del Cinema italiano, portando a casa ben dieci statuette.
Condivido molto. La regia dell’esordiente Andrea Molaioli è impeccabile, la storia coinvolgente, la scenografia di grande effetto, Toni Servillo e Valeria Golino sono dei grandi attori.
Quattro statuette anche per I Vicerè di Roberto Faenza: miglior costumi, scenografia, make up e acconciature. I costumi di Milena Canonero, già Oscar con Marie Antoniette, in effetti mi avevano emozionato più del seppur bravo Lando Buzzanca in veste di despota malvagio e superstizioso.
Per i premi internazionali miglior film straniero Non è un paese per vecchi di Ethan e Joel Coen, miglior film europeo Irina Palm di Sam Garbarski.
Alla consegna del premio gag del regista: racconta che Marianne Faithfull si era proposta per la parte di Irina, il regista non era proprio convinto, lei insiste: “Try me out!”. Interrompe questo racconto Tullio Solenghi, il presentatore della serata: “In senso artistico, come attrice, non nel senso del film…”, risate maliziose da parte di chi ha visto il film.
Gli sconfitti: Caos Calmo di Antonello Grimaldi (una statuetta per Alessandro Gassman come attore non protagonista) e La giusta distanza di Carlo Mazzacurati (nemmeno una statuetta).
Mi spiace molto per La giusta distanza, che forse paga il dazio per tematiche e sensibilità troppo vicine a La ragazza del lago.
Ulteriore conferma, in merito a Caos calmo, che i film che fanno discutere solo per le scene di sesso lasciano un po’ il tempo che trovano.

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Rock Star

Posted by Emanuel Righetto su aprile 18, 2008

Commedia musicale raccomandata esclusivamente ai nostalgici dell’hair metal anni ’80: vi renderete conto di quanto erano ridicole le band con quelle acconciature cotonate, il rossetto e il fondotinta. Per non parlare di quei terribili fuseaux aderenti.
Faccio pubblica ammenda: pure ero un fan dei Poison, Bon Jovi, Van Halen e gli Europe. E dopo la visione di questo film me ne vergogno.
La storia non è niente di trascendentale: un capellone di provincia suona in una cover band e la stessa banda che lui adora lo chiama per sostituire il cantante ufficiale.
Sesso,droga,rock’n’roll a manetta finchè non si rende conto che ha perso il senso della sua vita, quindi abbandona tutto e torna dalla sua fidanzata.
Dignitosi sia Jennifer Aniston che Mark Wahlberg, anche se nelle scene di canto la voce non è la sua perchè viene doppiato.
La band di cui si segue la storia nel film, gli Steel Dragon, è fittizia ma è formata da veri musicisti: uno per tutti Jason Bonham (figlio del defunto batterista dei Led Zeppelin, John Bonham).
Ovviamente una colonna sonora da spettino, piena di cover ma anche pezzi originali veramente rock. compare perfino un pezzo composto apposta per l’occasione da Sammy Hagar, il mio cantante preferito dei Van Halen.

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L’età barbarica

Posted by Emanuel Righetto su aprile 12, 2008

Della serie: ma Le invasioni barbariche sono state molto più belle.
In effetti il precedente film di Denis Arcand era venuto meglio.
Però, di questo, tre cose meritano comunque di essere citate.

  • La noiosa riunione in ufficio che nella fantasia del protagonista si trasforma nella scena della decapitazione del boss Tanaka da parte di O-Ren Ishii come in Kill Bill vol. 1.
  • Le fantasie erotiche che vedono come soggetto le donne che circondano il protagonista e una Diane Kruger, nella parte di se stessa, sono così esageratamente maschiliste che non possono non strappare un sorriso.
  • Il costante comportamento cafone delle comparse nell’utilizzo del telefono cellulare.

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La promessa dell’assassino

Posted by Emanuel Righetto su aprile 3, 2008

La promessa dell'assassinoUna ragazzina quattordicenne muore durante il parto, l’infermiera in turno indaga, scontrandosi con la mafia russa, per dare una famiglia alla neonata.
Dopo A History Of Violence David Cronenberg torna a parlare di famiglia e morale.
E lo fa con la consueta violenza, con la consueta venerazione per la fisicità dei gesti e dei corpi.
Bravi tutti e tre: Viggo Mortensen, Naomi Watts e Vincent Cassel.
Mi ha convinto poco il doppiaggio: i doppiatori italiani che parlano in russo sono poco credibili. L’ho già visto due volte ma la prossima volta, perchè sono sicuro che lo riguarderò, meglio guardarlo con l’audio originale e i sottotitoli.

Vorrei sapere quante volte hanno provato la scena della lotta nella sauna. Ne sono sicuro: quella scena entrerà nelle sequenze cult.

Un noir con i controcazzi.

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