Cinelover's Blog

Solo un altro stupido blog dedicato al cinema

Festival del Cinema Africano di Verona

Posted by Emanuel Righetto su febbraio 3, 2010

Stefano Gaiga, direttore artistico del Comitato Festival del Cinema Africano di Verona, con il regista nigeriano Ubaka Joseph UgochukwuNel 1981, il Centro Missionario Diocesano e Nigrizia, il mensile edito dai Missionari Comboniani, diedero vita ad una rassegna cinematografica. Questo per cercare di presentare al mondo l’eccellenza della creatività della gente africana, per dare una visione più realistica, scevra dai soliti stereotipi, di un continente in via di sviluppo e in piena espansione.
Anno dopo anno la manifestazione è cresciuta, acquisendo un respiro sempre più ampio e stipulando collaborazioni nazionali (Milano, Padova e Bari) e internazionali (Burkina Faso e Zanzibar) con comitati che organizzano eventi legati allo stesso tema.
Dal 2007 la rassegna si è evoluta in festival, inserendo le proiezioni dei lungometraggi e dei cortometraggi in un concorso vero e proprio, con tanto di assegnazione di premi.
Il tema dell’edizione 2009 del festival era New Africa: immaginare, creare e innovare il continente, che richiamava espressamente la campagna mediatica dell’Anno Europeo della Creatività e Innovazione promosso dalla UE. E’ stato scelto questo tema per concentrare l’attenzione sugli sforzi dell’Africa nell’affrontare la crisi finanziaria globale e i cambiamenti climatici, per far risaltare la trasformazione dell’immagine stessa che l’Africa vuole dare al mondo: un continente non più prostrato da violenze e ingiustizie ma che cerca di reagire proponendo nuovi modelli sociali e creando contenuti di qualità.
Positivo il bilancio da parte della Direzione Artistica riguardo l’edizione appena conclusa: 45 pellicole in concorso e un’affluenza che ha toccato le 2.000 presenze per le proiezioni riservate alle scuole, a cui si aggiungo i 2.500 spettatori di quelle aperte al pubblico.
Grazie all’interessamento di Stefano Gaiga, don Sergio Marcazzani e la segreteria di coordinamento che riunisce le associazioni, gruppi e movimenti missionari della Val d’Alpone, sono state organizzate due serate, con le proiezioni di film in concorso al festival, anche nella nostra vallata.
Lo scorso 20 novembre gli intervenuti a Montecchia di Crosara hanno potuto godere della visione di un cortometraggio prima e di un film subito dopo.
Il cortometraggio, un film la cui lunghezza solitamente non supera mai i venti o trenta minuti, si intitolava Waramutseho (Buon giorno) e proponeva la storia di due amici ruandesi emigrati in Francia. I due convivono in un appartamento nella periferia di Tolosa e condividono la profonda passione per l’atletica. Assistono impotenti alle immagini in TV che raccontano dello scoppio dei disordini in patria e il successivo barbaro genocidio. Kabera è hutu e Uwamungu è tutsi: senza avvedersene si riscoprono nemici. Il peggio avviene quando Kabera scopre che il cugino ha sterminato la famiglia di Uwamungu.
La bravura del regista camerunese Auguste-Bernard Kouemo Yanghu sta nell’essere riuscito a rendere con i lunghi silenzi nel finale, che si contrappongono alle fragorose risate della prima parte, il dolore e la sofferenza dei due giovani nel cercare di salvare la loro sana amicizia. Ci riescono, nei piccoli gesti quotidiani come la colazione e la sessione di allenamento, buttando i pregiudizi alle spalle, anche di fronte alla tragedia del lutto.
Il film Trapped Dreams (Sogni intrappolati) narra di Chike, un giovane nigeriano che immigra clandestinamente in Senegal in cerca di fortuna, ma al suo arrivo a Dakar viene completamente derubato dei soldi e quindi di tutti i suoi sogni di una vita migliore. Per non tornare a casa da perdente cerca comunque un modo per svoltare e finisce nel giro dello spaccio della droga. La sua ancora di salvezza potrebbe essere Amy, una ragazza senegalese di cui si innamora, per cui Chike è disposto a mollare il racket delle sostanze stupefacenti.
Ubaka Joseph Ugochukwu, il giovane regista nigeriano, era presente in sala e riprendeva le reazioni del pubblico con la sua telecamera. Era molto provato dalla tirata di viaggi compiuti in quei giorni ma non si è sottratto, dopo la proiezione, alle domande del pubblico. E’ stato emozionante ragionare di arte cinematografica con uno che per forza di cose si è confrontato principalmente con il cinema francofono, diverso da quello che promuove Hollywood, però si è finiti comunque a parlare di Martin Scorsese, Quentin Tarantino e David Lynch. Dai quesiti che gli hanno posto gli spettatori è emerso che gli ci sono voluti 3 anni per reperire i fondi per realizzare il film, la sua opera prima, e che voleva raccontare alcune delle profonde ferite della nostra società, che sono le stesse a qualunque latitudine. Una di queste è il desiderio, alimentato dai modelli consumistici, di una vita migliore, che si scontra con la dura realtà di terribili sacrifici e alta percentuale di insuccesso per chi sceglie di cercar fortuna in un paese straniero. Il modello occidentale è molto presente in Trapped Dreams dove il protagonista scimmiotta lo street style americano: indossa pantaloni a vita bassa che lasciano le mutande, rigorosamente griffate, bene in vista. In un’altra scena, poi, la ragazza amata si sofferma a guardare la TV che passa il video della canzone Baby Boy, cantata da Beyonce Knowles, stella internazionale dell’R&B. Inoltre, quelli che nel film, per esigenza di copione, usano il telefono cellulare sfoggiano suonerie che potremmo definire, in una parola, pacchiane; per farci capire da tutti però bisogna precisare che gli squilli dei telefonini registrati nel film erano melodie così tamarre che il famigerato “gattino virgola” in confronto produce musica celestiale. Questi piccoli indizi forniscono la prova che la colonizzazione culturale è ancora in atto e gli effetti spesso sono infausti.
Il 27 novembre a Vestenanova è stato proiettato Izulu lami (Il mio cielo segreto) di Madoda Ncayiyana. La piccola Thembi, 10 anni, e il fratellino Kwezi, rimasti orfani, lasciano le loro montagne per cercare nella vicina città di Durban un negozio di artigianato per vendere una stuoia che la madre prima di morire aveva realizzato su commissione. Come moderni Hänsel e Gretel, i due si trovano si trovano a dover affrontare, con l’ingenuità disarmante dei semplici, l’inferno della metropoli vista dagli occhi dei bambini di strada. Si troveranno a dover fare i conti con situazioni di disagio come la prostituzione minorile, i piccoli furti per sopravvivere, l’inalazione dei vapori della colla per stordirsi. Due sono aspetti che colpiscono di questo film: i ruoli interpretati dagli adulti sono tutti “negativi”, che mettono in pericolo l’incolumità dei bambini. L’altra cosa che lascia il segno è la fotografia mozzafiato dei terrazzamenti che degradano fino all’Oceano Indiano, nella regione dell’KwaZulu-Natal in Sudafrica, dove è ambientato.
A Stefano Gaiga, direttore artistico del Comitato Festival del Cinema Africano di Verona, va riconosciuto il merito di aver fatto un’ottima scelta nella cernita dei titoli da visionare in occasione delle due serate in vallata: Izulu lami ha ottenuto al Festival una menzione speciale della critica e premio del pubblico, come menzione speciale anche per gli attori che hanno interpretato Chilli Bite, Thembi and Kwezi nello stesso film.
Parole di incoraggiamento anche per Trapped Dreams e il giovane Ubaka Joseph Ugochukwu, per spronarlo a continuare sulla strada appena iniziata, fino a diventare un grande cineasta.
L’anno prossimo il Festival del Cinema Africano di Verona, spegnerà 30 candeline: si annunciano interessanti novità per celebrare degnamente l’evento. Sarebbe proprio un peccato non esserci.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: